Ma cosa dice davvero la scienza?
La buona notizia è che il miglioramento della propria alimentazione può effettivamente influenzare la fertilità, perché l’infertilità femminile e/o maschile è il campanello d’allarme del proprio stato di salute. La cattiva notizia, per chi cerca soluzioni rapide, è che non esistono alimenti magici in grado di garantire una gravidanza. Esistono però abitudini alimentari e stili di vita che possono contribuire a creare condizioni più favorevoli al concepimento.
La fertilità non dipende solo dagli organi riproduttivi
La fertilità è il risultato di un complesso equilibrio tra ormoni, metabolismo, stato nutrizionale, qualità del sonno, attività fisica e salute generale.
Nelle donne, il peso corporeo, la sensibilità insulinica e lo stato infiammatorio possono influenzare l'ovulazione e la regolarità del ciclo mestruale. Negli uomini, la qualità dell'alimentazione può incidere sulla qualità del liquido seminale e sulla funzionalità degli spermatozoi.
Per questo motivo oggi si parla sempre più spesso di salute preconcezionale: preparare l'organismo alla gravidanza prima ancora del concepimento.
Dieta mediterranea: il modello più studiato
Tra i diversi modelli alimentari analizzati dalla ricerca, la dieta mediterranea è quella che ha mostrato i risultati più promettenti in relazione alla fertilità.
Questo modello alimentare è caratterizzato da:
- abbondante consumo di frutta e verdura;
- legumi;
- cereali integrali;
- olio extravergine d'oliva;
- frutta secca;
- pesce;
- alimenti fermentati (kefir, yogurt, verdure fermentate);
- limitato consumo di alimenti ultra-processati (affettati, fritti, snack, bevande zuccherate ecc.).
Le evidenze suggeriscono che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea sia associata a migliori parametri riproduttivi sia nelle donne sia negli uomini.
Il peso corporeo
Uno degli aspetti più rilevanti è il peso corporeo.
Sia il sottopeso che il sovrappeso possono interferire con la fertilità. Un eccesso di tessuto adiposo può alterare la produzione ormonale e favorire l'insulino-resistenza, mentre un peso troppo basso può compromettere l'ovulazione.
Nelle donne con Sindrome Ovarica Poliendocrina Metabolica (ex PCOS), anche una modesta riduzione del peso corporeo può contribuire a migliorare la regolarità ovulatoria e i parametri metabolici.
Questo non significa che tutte le donne debbano dimagrire per ottenere una gravidanza, ma che il raggiungimento di un peso adeguato rappresenta spesso un tassello importante del percorso preconcezionale.
Oltre il peso
Negli ultimi anni è emerso che gli effetti della nutrizione vanno ben oltre il controllo del peso. L’alimentazione deve essere vista come un segnale biologico in grado di modulare due sistemi fondamentali per la salute riproduttiva: il microbiota intestinale e l’infiammazione di basso grado.
Gli alimenti interagiscono con il metabolismo, il microbiota intestinale, il sistema immunitario e i meccanismi epigenetici che regolano l'espressione dei geni. In questo senso, l'alimentazione rappresenta uno dei fattori modificabili che possono contribuire a creare un contesto favorevole alla salute riproduttiva.
Anche la fertilità maschile merita attenzione
Quando si parla di ricerca della gravidanza, l'attenzione è spesso rivolta quasi esclusivamente alla donna. In realtà, il fattore maschile contribuisce a una quota significativa dei casi di infertilità di coppia.
L'alimentazione dell'uomo può influenzare la qualità del liquido seminale, la motilità degli spermatozoi e il livello di stress ossidativo.
Anche per gli uomini, uno stile di vita sano, un'alimentazione equilibrata, l'attività fisica regolare e il mantenimento di un peso adeguato rappresentano elementi importanti nella preparazione al concepimento.
Quando iniziare?
Idealmente, le modifiche dello stile di vita dovrebbero essere introdotte alcuni mesi prima della ricerca della gravidanza.
La maturazione degli ovociti e la produzione degli spermatozoi richiedono tempo. Per questo motivo, la salute preconcezionale non dovrebbe iniziare con il test di gravidanza positivo né con l'avvio di un percorso di PMA, ma già nella fase in cui si programma una gravidanza.
La preparazione preconcezionale dovrebbe idealmente iniziare almeno 3-6 mesi prima del concepimento, per consentire all'organismo di beneficiare pienamente dei cambiamenti nello stile di vita.
Conclusioni
La scienza ci dice che l'alimentazione può influenzare la fertilità, ma non attraverso alimenti miracolosi, diete estreme o protocolli magici. Ciò che sembra fare la differenza è l'adozione di uno stile di vita complessivamente sano, caratterizzato da un'alimentazione equilibrata, un peso corporeo adeguato, attività fisica regolare e una buona qualità del sonno.
Prendersi cura della propria alimentazione prima del concepimento significa investire non solo nelle probabilità di ottenere una gravidanza spontanea o attraverso un percorso di PMA, ma anche nella salute futura della madre, del padre e del bambino.
In quest'ottica, la nutrizione preconcezionale rappresenta uno dei primi strumenti di prevenzione e promozione della salute disponibili prima ancora dell'inizio di una nuova vita.
