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Nutrizione e benessere con la Dott.ssa Jessica Fornasari

Fertilità

Quali sono le tecniche di PMA

Dalla prima valutazione alle tecniche di primo, secondo e terzo livello: una guida chiara al percorso.

Dott.ssa Jessica Fornasari

Quando una gravidanza tarda ad arrivare

Quando una gravidanza tarda ad arrivare

Per molte coppie il desiderio di avere un figlio si realizza spontaneamente nel giro di pochi mesi. In altri casi, invece, il concepimento richiede più tempo o non avviene nonostante rapporti sessuali regolari e non protetti.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'infertilità è una malattia dell'apparato riproduttivo definita come l'assenza di gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti regolari e non protetti. Nelle donne di età pari o superiore a 35 anni, è consigliabile rivolgersi a uno specialista già dopo 6 mesi, poiché la fertilità femminile diminuisce progressivamente con l'avanzare dell'età.

Si tratta di una condizione molto più frequente di quanto si pensi: le stime dell'OMS indicano che circa una persona su sei sperimenta problemi di fertilità nel corso della propria vita. Anche in Italia il numero di coppie che si rivolgono ai centri di Procreazione Medicalmente Assistita è in costante aumento, complice il progressivo innalzamento dell'età alla ricerca della prima gravidanza.

È importante ricordare che l'infertilità non riguarda esclusivamente la donna. Circa un terzo dei casi è attribuibile prevalentemente a fattori femminili, un terzo a fattori maschili, mentre nella restante quota sono coinvolti entrambi i partner oppure non è possibile identificare una causa precisa, condizione definita infertilità inspiegata.

Quando è opportuno rivolgersi a un centro PMA?

Non tutte le difficoltà di concepimento richiedono immediatamente un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. Prima di scegliere il trattamento più adatto è fondamentale comprendere l'origine del problema.

È consigliabile richiedere una valutazione specialistica quando:

  • sono trascorsi 12 mesi di tentativi senza gravidanza (6 mesi se la donna ha almeno 35 anni);
  • i cicli mestruali sono molto irregolari o assenti;
  • è presente una diagnosi di endometriosi, PMOS (ex PCOS) o ridotta riserva ovarica;
  • sono note alterazioni del liquido seminale;
  • si sono verificati aborti spontanei ricorrenti;
  • uno dei partner è portatore di una patologia genetica.

Lo scopo della prima visita non è proporre immediatamente una tecnica di PMA, ma individuare la causa dell'infertilità e costruire un percorso personalizzato.

Accertamenti di coppia

Prima di intraprendere un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, è fondamentale eseguire una valutazione completa di entrambi i partner per individuare le possibili cause dell'infertilità e scegliere il trattamento più appropriato.

Per la donna, gli accertamenti comprendono generalmente una visita ginecologica, un'ecografia transvaginale per valutare l'utero, le ovaie e la riserva ovarica, oltre ad alcuni esami del sangue per analizzare il profilo ormonale. In base alla storia clinica possono essere richiesti anche esami per verificare la pervietà delle tube di Falloppio ed eventuali test genetici o infettivologici.

Per l'uomo, l'esame di riferimento è lo spermiogramma, che permette di valutare numero, motilità e morfologia degli spermatozoi. Qualora emergano alterazioni significative, lo specialista può prescrivere ulteriori approfondimenti andrologici per definire meglio la causa e orientare la scelta della tecnica di PMA più indicata.

Le tecniche di PMA

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) possono essere classificate secondo criteri diversi.

In base all'origine dei gameti si distinguono in:

  • PMA omologa, quando vengono utilizzati gli ovociti e gli spermatozoi della coppia;
  • PMA eterologa, quando uno o entrambi i gameti provengono da un donatore o da una donatrice.

Le procedure vengono inoltre tradizionalmente suddivise in tecniche di primo, secondo e terzo livello, in base alla complessità del trattamento e al grado di manipolazione dei gameti.

PMA di primo livello

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di primo livello sono le meno invasive e prevedono che la fecondazione avvenga naturalmente all'interno dell'apparato riproduttivo femminile. La procedura più utilizzata è l'inseminazione intrauterina (IUI), che consiste nell'introdurre nell'utero un campione di spermatozoi opportunamente preparato in laboratorio nel momento più favorevole del ciclo ovulatorio.

L'inseminazione può essere eseguita su ciclo spontaneo, monitorando l'ovulazione naturale della donna, oppure su ciclo medicato, mediante una lieve stimolazione ovarica che consente di programmare con maggiore precisione il trattamento.

Durante il percorso vengono effettuati monitoraggi ecografici per individuare il momento ottimale dell'ovulazione. Una volta preparato il campione seminale, gli spermatozoi vengono introdotti nella cavità uterina attraverso un sottile catetere. La procedura è ambulatoriale, dura pochi minuti, è generalmente indolore e non richiede anestesia.

Rispetto alle tecniche di fecondazione in vitro, la PMA di primo livello è meno invasiva e più semplice da eseguire, ma presenta percentuali di successo generalmente inferiori; per questo motivo il trattamento viene sempre personalizzato in base alle caratteristiche della coppia.

PMA di secondo e terzo livello

Le tecniche di PMA di secondo e terzo livello comprendono la fecondazione in vitro (IVF), nella quale l'incontro tra ovocita e spermatozoo avviene in laboratorio. Le tecniche di terzo livello si distinguono perché, oltre alla fecondazione in vitro, prevedono procedure chirurgiche per il recupero degli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall'epididimo, utilizzate in particolari condizioni, come l'azoospermia.

Il percorso comprende diverse fasi.

Stimolazione ovarica

Il trattamento inizia con una terapia ormonale finalizzata a favorire la maturazione di più ovociti nello stesso ciclo mestruale. Durante questa fase la paziente viene monitorata mediante ecografie ed esami del sangue per valutare la risposta ovarica e individuare il momento più adatto per il prelievo.

Pick-up ovocitario

Quando i follicoli hanno raggiunto un adeguato grado di maturazione, si procede al pick-up ovocitario, una procedura eseguita in sedazione che consente di prelevare gli ovociti per via transvaginale sotto guida ecografica.

Raccolta del liquido seminale

Nello stesso periodo viene raccolto un campione di liquido seminale del partner, che viene preparato in laboratorio per selezionare gli spermatozoi con le migliori caratteristiche. Nei casi di azoospermia, gli spermatozoi possono essere recuperati direttamente dal testicolo o dall'epididimo mediante tecniche chirurgiche dedicate (ad esempio TESE, TESA, PESA o MESA).

Fecondazione in laboratorio: FIVET e ICSI

Una volta ottenuti ovociti e spermatozoi, si procede alla fecondazione in vitro.

FIVET (Fecondazione in Vitro con Embryo Transfer): gli ovociti vengono messi a contatto con gli spermatozoi in laboratorio, lasciando che la fecondazione avvenga spontaneamente.

ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo): un singolo spermatozoo viene selezionato e iniettato direttamente all'interno dell'ovocita. Questa tecnica viene utilizzata soprattutto quando la fecondazione spontanea risulta meno probabile.

Coltura embrionale

Gli embrioni ottenuti vengono coltivati e monitorati in laboratorio per alcuni giorni, così da valutarne lo sviluppo. In base alle caratteristiche della coppia e alle indicazioni del centro PMA, il trasferimento può essere effettuato dopo pochi giorni oppure allo stadio di blastocisti.

Trasferimento embrionario (Embryo Transfer)

L'embrione selezionato viene trasferito nella cavità uterina mediante un sottile catetere. La procedura è generalmente semplice, indolore e non richiede anestesia. Il trasferimento può essere eseguito su ciclo naturale oppure su ciclo medicato, in base al protocollo terapeutico.

Test di gravidanza

Circa 12-14 giorni dopo il trasferimento viene eseguito il dosaggio della β-hCG nel sangue per verificare l'eventuale instaurarsi della gravidanza.

Farmaci ed effetti collaterali della PMA

Durante un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita possono essere utilizzati diversi farmaci per stimolare la crescita dei follicoli, controllare l'ovulazione e preparare l'endometrio al trasferimento dell'embrione. Il protocollo terapeutico viene sempre personalizzato in base all'età della paziente, alla riserva ovarica, alla causa dell'infertilità e alla risposta alle eventuali stimolazioni precedenti.

I farmaci più utilizzati comprendono le gonadotropine, gli agonisti o antagonisti del GnRH, i farmaci impiegati per indurre la maturazione finale degli ovociti e il progesterone, utilizzato dopo il trasferimento embrionario per favorire l'impianto.

Come ogni terapia, anche questi trattamenti possono essere associati ad alcuni effetti collaterali. Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi lievi e temporanei, tra cui:

  • gonfiore e tensione addominale;
  • senso di pesantezza pelvica;
  • tensione al seno;
  • nausea;
  • cefalea;
  • stanchezza;
  • sbalzi d'umore.

Una complicanza meno frequente, ma importante da conoscere, è la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), una risposta eccessiva delle ovaie ai farmaci della stimolazione. Nella maggior parte dei casi si manifesta con gonfiore e dolore addominale di lieve entità; più raramente può causare un importante accumulo di liquidi, alterazioni della funzione. Grazie ai moderni protocolli terapeutici, al monitoraggio ecografico e ormonale e alle strategie preventive adottate dai centri PMA, le forme gravi sono oggi diventate molto rare.

È importante contattare il proprio centro di riferimento qualora compaiano sintomi intensi o insoliti, così da poter ricevere una valutazione tempestiva.

Il ruolo dell'alimentazione durante la PMA

L'alimentazione rappresenta un valido supporto durante il percorso di Procreazione Medicalmente Assistita. Un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea, ricco di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine d'oliva e alimenti fonte di acido folico, omega-3 e antiossidanti, può contribuire a sostenere la salute riproduttiva.

Durante la terapia ormonale possono comparire gonfiore, stipsi o alterazioni dell'alvo. Una corretta idratazione, un adeguato apporto di fibre e il mantenimento di un microbiota intestinale in equilibrio possono contribuire a migliorare questi disturbi.

Nelle pazienti a rischio di OHSS, il nutrizionista può adattare temporaneamente il piano alimentare, prestando particolare attenzione all'idratazione e a un adeguato apporto di proteine ed elettroliti.

Un supporto nutrizionale personalizzato non sostituisce il trattamento medico, ma può contribuire a migliorare il benessere della paziente e ad affrontare il percorso nelle migliori condizioni possibili.

Conclusioni

Affrontare un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita può rappresentare una sfida sia dal punto di vista fisico che emotivo. Oggi, grazie ai progressi della medicina della riproduzione, sono disponibili trattamenti sempre più efficaci e personalizzati, che consentono a molte coppie di realizzare il desiderio di una gravidanza.

Accanto alle terapie mediche, anche uno stile di vita sano, un'alimentazione equilibrata e il supporto di un'équipe multidisciplinare possono contribuire a vivere il percorso con maggiore consapevolezza e benessere.

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Bibliografia

  • World Health Organization (WHO). Infertility. Geneva: World Health Organization. Disponibile su: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/infertility
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS). Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Disponibile su: https://www.iss.it/procreazione-medicalmente-assistita
  • Ministero della Salute. Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Disponibile su: https://www.salute.gov.it
  • ESHRE – European Society of Human Reproduction and Embryology. Guideline on Medically Assisted Reproduction. Disponibile su: https://www.eshre.eu
  • National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Fertility problems: assessment and treatment (NG223). 2024. Disponibile su: https://www.nice.org.uk/guidance/ng223
  • Practice Committee of the American Society for Reproductive Medicine (ASRM). Evidence-based treatments for couples with infertility. Fertility and Sterility.
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