Introduzione
La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti fisiologici, durante il quale l'organismo materno si adatta per sostenere la crescita e lo sviluppo del bambino. Aumentano il volume del sangue, la massa dell'utero e della placenta, si modificano il metabolismo e l'assorbimento di alcuni nutrienti e si preparano le riserve necessarie per il parto e l'allattamento.
Questi adattamenti comportano un cambiamento dei fabbisogni nutrizionali. Sebbene l'aumento del fabbisogno energetico sia relativamente contenuto, cresce l'importanza di alcuni nutrienti fondamentali per la salute della mamma e del bambino.
Energia
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il fabbisogno energetico non aumenta in modo significativo fin dalle prime settimane di gravidanza.
Secondo i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana), nel primo trimestre non è generalmente necessario aumentare l'introito calorico. L'incremento diventa progressivo con l'avanzare della gravidanza, con un fabbisogno aggiuntivo di circa 250 kcal al giorno nel secondo trimestre e 500 kcal al giorno nel terzo trimestre.
Più che aumentare la quantità di cibo, è quindi importante migliorarne la qualità, privilegiando alimenti ricchi di nutrienti.
Proteine
Le proteine rappresentano i "mattoni" necessari per la crescita del feto e della placenta, oltre che per le modificazioni fisiologiche dell'organismo materno, come l'aumento dell'utero, delle ghiandole mammarie e del volume sanguigno.
Per questo motivo il fabbisogno proteico aumenta progressivamente durante la gravidanza. I LARN raccomandano un incremento di circa 1 g al giorno nel primo trimestre, 8 g al giorno nel secondo trimestre e 25 g al giorno nel terzo trimestre rispetto ai fabbisogni della donna non in gravidanza.
È quindi importante consumare quotidianamente fonti proteiche di qualità, alternando pesce, uova, carne magra, latticini, legumi e derivati della soia.
Acido folico
L'acido folico è uno dei nutrienti più importanti già prima del concepimento. È coinvolto nella sintesi del DNA e nella divisione cellulare e svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del tubo neurale, la struttura da cui avranno origine il cervello e il midollo spinale del bambino.
Poiché il tubo neurale si forma nelle primissime settimane di gravidanza, quando spesso la donna non è ancora consapevole di essere incinta, l'integrazione di acido folico dovrebbe iniziare almeno un mese prima del concepimento e proseguire durante il primo trimestre, salvo diverse indicazioni cliniche.
Ferro
Durante la gravidanza aumenta il fabbisogno di ferro per sostenere lo sviluppo del feto, della placenta e l'aumento della massa dei globuli rossi materni.
Allo stesso tempo si verifica un adattamento fisiologico chiamato emodiluizione: il volume del plasma aumenta più rapidamente rispetto ai globuli rossi, determinando una riduzione dei valori di emoglobina e dell'ematocrito. Questa condizione, definita anemia fisiologica della gravidanza, è un fenomeno normale e non deve essere automaticamente interpretata come una carenza di ferro.
Per distinguere un'emodiluizione fisiologica da una vera anemia sideropenica è fondamentale valutare gli esami ematochimici nel loro insieme, in particolare la ferritina e gli altri indicatori dello stato del ferro. Solo in presenza di una reale carenza sarà il professionista a valutare l'eventuale necessità di una supplementazione.
Calcio
Il calcio è indispensabile per la formazione dello scheletro e dei denti del bambino, oltre a contribuire al mantenimento della salute ossea della madre.
Sebbene il fabbisogno raccomandato non aumenti durante la gravidanza, l'organismo materno diventa più efficiente nell'assorbirlo a livello intestinale, così da soddisfare le maggiori richieste del feto. Per questo motivo è importante consumare regolarmente alimenti ricchi di calcio all'interno di una dieta varia ed equilibrata.
Vitamina D
La vitamina D favorisce l'assorbimento del calcio e contribuisce allo sviluppo dell'apparato scheletrico del bambino. Inoltre svolge un ruolo importante nella funzione immunitaria e nella salute ossea della madre.
Poiché la carenza di vitamina D è frequente anche nella popolazione generale, durante la gravidanza può essere utile valutarne i livelli e, se necessario, programmare una supplementazione personalizzata.
Omega-3 (DHA)
Gli acidi grassi omega-3, e in particolare il DHA (acido docosaesaenoico), sono fondamentali per il corretto sviluppo del cervello, della retina e del sistema nervoso del bambino.
Secondo i LARN, durante la gravidanza è raccomandata un'assunzione di 250 mg al giorno di EPA + DHA, a cui si aggiungono 100-200 mg al giorno di DHA. Questo fabbisogno può essere soddisfatto consumando regolarmente pesce, preferendo specie di piccola taglia e a basso contenuto di mercurio, oppure ricorrendo a un'integrazione quando l'alimentazione non è sufficiente.
Iodio
Lo iodio è un minerale essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei, fondamentali per il corretto sviluppo neurologico del feto.
Durante la gravidanza il suo fabbisogno aumenta, rendendo ancora più importante utilizzare sale iodato e garantire un adeguato apporto attraverso l'alimentazione o, quando indicato, mediante integrazione.
Fibre
Le fibre non presentano un aumento del fabbisogno, ma assumono un ruolo particolarmente importante durante la gravidanza. Le modificazioni ormonali possono infatti rallentare la motilità intestinale, favorendo la comparsa di stipsi.
Un'alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, associata a un'adeguata idratazione, aiuta a mantenere la regolarità intestinale, contribuisce al controllo della glicemia e supporta il benessere del microbiota.
Conclusioni
Durante la gravidanza non aumentano solo le esigenze energetiche, ma soprattutto quelle di alcuni nutrienti essenziali. Proteine, acido folico, ferro, calcio, vitamina D, iodio e omega-3 svolgono un ruolo determinante nello sviluppo del bambino e nel mantenimento della salute materna.
Seguire un'alimentazione varia, equilibrata e personalizzata rappresenta il modo migliore per soddisfare questi fabbisogni. L'eventuale integrazione dovrebbe essere sempre valutata insieme a un professionista, sulla base delle caratteristiche individuali, delle abitudini alimentari e degli esami ematochimici.
