Introduzione
Ma iniziare una terapia con questi farmaci non significa semplicemente “avere meno fame e quindi mangiare meno”.
Proprio perché il trattamento può modificare profondamente appetito, sazietà e quantità di cibo consumato, l’affiancamento nutrizionale può diventare una parte importante del percorso.
L’obiettivo non è aggiungere una dieta ancora più restrittiva alla terapia. Al contrario: significa assicurarsi che, anche mangiando meno, l’organismo continui a ricevere ciò di cui ha bisogno.
Cosa cambia quando si assumono questi farmaci?
Il GLP-1 è un ormone prodotto naturalmente dal nostro organismo e coinvolto nella regolazione della glicemia, dell’appetito e della sazietà.
I farmaci che agiscono su questo sistema possono aumentare il senso di sazietà e ridurre la fame. Alcuni influenzano anche lo svuotamento dello stomaco.
Nella vita quotidiana questo può tradursi in porzioni più piccole, minore interesse per il cibo o nella sensazione di essere pieni molto prima rispetto al passato.
È uno dei meccanismi che contribuiscono alla perdita di peso.
Ma c’è un aspetto importante: mangiare meno non significa necessariamente mangiare meglio.
Quando si mangia meno, la qualità diventa ancora più importante
Se diminuisce molto la quantità di cibo consumata, non si riducono soltanto le calorie.
Potrebbero diminuire anche proteine, fibre, vitamine, minerali e liquidi.
Ed è interessante sapere che, nonostante la grande quantità di studi realizzati sull’efficacia di questi farmaci, abbiamo ancora relativamente poche informazioni su come cambi realmente l’alimentazione delle persone durante il trattamento.
Una recente revisione di oltre 40 studi clinici, che nel complesso comprendevano più di 50.000 partecipanti, ha evidenziato che soltanto pochissimi studi avevano valutato direttamente come cambiassero l’assunzione di cibo e la qualità della dieta durante la terapia.
Sappiamo quindi molto sulla perdita di peso, ma molto meno su come le persone mangino mentre stanno perdendo quel peso.
Ed è uno dei motivi per cui il monitoraggio nutrizionale può essere utile.
Non conta soltanto quanto peso perdiamo
Quando perdiamo peso, il nostro organismo non perde esclusivamente grasso.
Una parte della perdita può riguardare anche la massa magra, di cui il muscolo rappresenta una componente importante.
Questo fenomeno non riguarda esclusivamente i farmaci GLP-1: può verificarsi durante diversi percorsi di perdita di peso.
Tuttavia, quando il calo ponderale è significativo e l’appetito si riduce molto, diventa particolarmente importante prestare attenzione alla qualità dell’alimentazione e alla salute muscolare.
Gli studi più recenti richiamano infatti l’attenzione sulla necessità di considerare apporto proteico, attività fisica – in particolare esercizi contro resistenza quando appropriati – e monitoraggio della massa magra.
Per questo la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Quanti chili ho perso?”
ma anche:
“Sto proteggendo la mia massa e la mia funzione muscolare durante il percorso?”
Proteine sì, ma senza trasformare tutto in una dieta iperproteica
Parlando di muscolo, inevitabilmente si arriva alle proteine.
Ma assumere un farmaco GLP-1 non significa automaticamente dover seguire una dieta iperproteica o utilizzare integratori proteici.
Il fabbisogno dipende dalla persona, dall’età, dall’attività fisica e dalle condizioni di salute.
Il problema può presentarsi soprattutto quando la riduzione dell’appetito diventa così importante che anche le fonti proteiche vengono consumate in quantità molto ridotte.
L’affiancamento nutrizionale serve quindi a verificare che, anche con porzioni più piccole, l’alimentazione rimanga adeguata.
Non necessariamente più proteine, quindi, ma proteine sufficienti per quella persona.
Nausea, stitichezza, diarrea: anche l’intestino può risentirne
Gli effetti indesiderati gastrointestinali sono tra quelli più frequentemente riportati durante queste terapie.
Gli studi indicano soprattutto:
nausea, vomito, diarrea, stitichezza e senso di pienezza.
Questi disturbi possono essere più frequenti in alcune fasi del trattamento e possono influenzare direttamente il modo in cui una persona mangia.
Chi avverte nausea potrebbe iniziare a saltare i pasti. Chi si sente pieno molto rapidamente potrebbe consumare quantità estremamente ridotte. In presenza di stitichezza, invece, può diventare importante valutare complessivamente fibre, liquidi, movimento e tolleranza individuale.
L’intervento nutrizionale può aiutare ad adattare quantità, composizione e distribuzione dei pasti alla nuova situazione.
Ma è importante ricordare che la nutrizione non deve essere utilizzata per “coprire” un effetto collaterale importante: sintomi intensi, persistenti o insoliti devono essere riferiti al medico.
Anche l’attività fisica fa parte del percorso
L’alimentazione non è l’unico elemento da considerare.
Durante una perdita di peso è importante mantenere il corpo attivo e, quando le condizioni individuali lo consentono, inserire anche attività che stimolino la forza muscolare.
Gli studi sulla composizione corporea sottolineano infatti l’importanza di considerare insieme alimentazione, adeguato apporto proteico ed esercizio contro resistenza quando l’obiettivo è cercare di preservare il più possibile la massa muscolare durante il dimagrimento.
L’attività deve naturalmente essere adattata all’età, alla condizione fisica e alla situazione clinica della persona.
