Introduzione
Quante volte ti è capitato di salire sulla bilancia, vedere qualche etto in più e pensare: "Ho rovinato tutto." Oppure di perdere un chilo e sentirti immediatamente più soddisfatto di te stesso.
Per molte persone il peso smette di essere un semplice parametro antropometrico e diventa un metro di misura del proprio valore personale. Il numero sulla bilancia finisce per rappresentare il successo, l'autocontrollo, la disciplina, la forza di volontà e perfino l'autostima.
Ma il peso non misura nessuna di queste cose.
Il nostro valore non cambia insieme ai chilogrammi e, soprattutto, la salute non può essere riassunta in un numero.
Comprendere la differenza tra peso, immagine corporea e stato di salute è uno dei primi passi per costruire un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo.
Il peso non misura solo il grasso
Uno degli errori più frequenti è pensare che il peso corporeo corrisponda esclusivamente alla quantità di grasso presente nell'organismo.
In realtà la bilancia misura la somma di diversi compartimenti:
- massa grassa;
- massa muscolare;
- acqua corporea;
- ossa;
- organi;
- sangue;
- glicogeno;
- cibo e liquidi presenti nello stomaco e nell'intestino.
Per questo motivo il peso può oscillare anche di 1-3 kg nell'arco di uno o due giorni senza che sia cambiata la massa grassa.
Pensiamo ad una pizza consumata il sabato sera.
La mattina seguente il peso potrebbe essere aumentato anche di uno o due chilogrammi.
Questo non significa aver preso uno o due chilogrammi di grasso.
L'aumento è dovuto principalmente al peso del cibo ancora presente nell'apparato digerente, alla maggiore ritenzione idrica causata dal sale e all'aumento delle riserve di glicogeno, che lega acqua nei muscoli e nel fegato.
Per accumulare realmente un chilogrammo di tessuto adiposo sarebbe necessario un surplus di circa 7.000-7.700 kcal rispetto al proprio fabbisogno.
Cos'è davvero l'immagine corporea?
L'immagine corporea non coincide con il nostro aspetto fisico.
È l'insieme dei pensieri, delle emozioni e delle convinzioni che abbiamo riguardo al nostro corpo.
Comprende una componente percettiva, cioè come crediamo di apparire, e una componente emotiva, ovvero quanto ci sentiamo soddisfatti o insoddisfatti del nostro aspetto.
Per questo motivo due persone con lo stesso peso possono vivere il proprio corpo in maniera completamente diversa.
Può capitare di guardarsi allo specchio e sentirsi bene un giorno e, il giorno successivo, percepirsi improvvisamente "gonfi", "fuori forma" o "sbagliati", nonostante il corpo non sia cambiato.
È cambiato il modo in cui lo stiamo osservando.
Quando la percezione del corpo è alterata
In alcune situazioni la distanza tra corpo reale e corpo percepito diventa molto marcata.
Questa alterazione prende il nome di dispercezione corporea ed è caratterizzata dalla tendenza a vedersi diversi da come si è realmente.
Alcune persone continuano a percepirsi in sovrappeso pur avendo un peso normale o addirittura inferiore alla norma.
Altre concentrano tutta la loro attenzione su una specifica parte del corpo, attribuendole un'importanza sproporzionata.
Il pensiero ricorrente diventa: "Se dimagrisco, finalmente mi piacerò."
Purtroppo la realtà è spesso diversa.
Quando il problema riguarda principalmente la percezione del proprio corpo, perdere peso non elimina automaticamente il disagio.
Peso, immagine corporea e disturbi della nutrizione e dell'alimentazione
Nei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione (DNA/DCA), come anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata, l'immagine corporea assume un ruolo centrale.
Molte persone attribuiscono un'importanza eccessiva al peso e alla forma del corpo nel giudicare il proprio valore personale.
Questo fenomeno è definito overvaluation of weight and shape ed è considerato uno degli elementi cognitivi caratteristici di molti disturbi alimentari.
In questi casi la bilancia non rappresenta più uno strumento di monitoraggio, ma diventa un giudice quotidiano capace di determinare emozioni, autostima e comportamenti alimentari.
Non tutte le persone insoddisfatte del proprio corpo sviluppano un disturbo alimentare, ma una marcata insoddisfazione corporea rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di comportamenti alimentari disfunzionali.
Cosa significa davvero prendersi cura del proprio corpo
Se il peso è inferiore o superiore ai valori compatibili con una buona salute, un percorso nutrizionale può essere utile per migliorare lo stato nutrizionale.
Ma l'obiettivo non dovrebbe essere inseguire un numero.
Dovrebbe essere quello di costruire abitudini sostenibili, migliorare il rapporto con il cibo, ascoltare i segnali del proprio corpo come la fame e la sazietà, aumentare il benessere fisico e psicologico e imparare a guardare il proprio corpo con maggiore equilibrio, senza giudizio.
Quando il disagio verso il proprio corpo è intenso, persistente o condiziona la vita quotidiana, il percorso nutrizionale dovrebbe essere affiancato da un supporto psicologico. Nutrizione e psicoterapia non sono alternative, ma strumenti complementari.
